Quando il mio stallone nero mi aveva imposto di rallentare i movimenti, per non farlo venire subito, avevo alzato la testa per vedere Rikard e l’avevo trovato con il cazzo fuori dal pigiama, intento a masturbarsi con una mano veloce, stretta attorno al membro. Allora mi ero staccata da Kaleb, per dargli il tempo di riprendere le forze, ed avevo raggiunto Rikard, rimanendo ai piedi del letto, ma all’altezza giusta per prenderglielo in bocca, come poco prima avevo fatto con il nostro ospite. Con la lingua avevo iniziato ad insalivargli il glande ed a percorrere, con piccoli movimenti delle labbra, la linea del prepuzio. Rikard mugolava e mi incoraggiava, non soltanto gemendo, ma anche con le parole sconce e premendomi la testa sul suo uccello.
- Brava, troia, ancora. Più dentro. Dài, insisti! Voglio ficcartelo tutto in gola.
Non so se fu Rikard a chiamare Kaleb, con un gesto della mano, fatto sta che il ragazzo di colore, mi venne alle spalle e, inginocchiatosi dietro di me, mi stantuffo con movimenti sempre più forti che quasi mi facevano esplodere la vagina per il piacere. Con immenso godimento, raggiunsi l’orgasmo, avendo davanti agli occhi l’immagine adorante del mio Rikard, che mi accarezzava teneramente con la mano il bustino nero, stretto attorno alla vita ed ai seni.
A Kaleb non basto avermi fatta venire una volta dinanzi al mio uomo. Mi prese per i capelli, senza che Rikard proferisse parola, e mi trascinò sul tappeto, dove ruzzolavamo fino a poco prima. Mi schiacciò sulla pelliccia dell’orso, mi divaricò le gambe e, con una lingua larga e vorace, mi lappò gli umori rumorosamente, come un cane che si disseta con dell’acqua fresca dalla calura estiva.
Non ancora appagato, mi si stese completamente nudo addosso a mi penetrò la fica, strappandomi un urlo di piacere, tanta l’irruenza che aveva messo nel suo gesto naturale di entrarmi impulsivamente nella cavità. Stantuffò dentro di me per una buona mezz’ora. Infine, si alzò poiché aveva deciso di cambiare posizione. Io non sapevo se assecondarlo o, meglio, non ne avevo più la forza. Ero stremata dal sesso.
Un saluto ad Andrea Camilleri
7 anni fa
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